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il futuro dei libri, i libri del futuro

Mi spiego: la community si interroga sul senso del passaggio al digitale, e giustamente riflette sul fatto che il mezzo cambia il messaggio ecc... e che quindi passare al digitale non significa banalmente trasportare alla fruizione digitale quel che fino ad oggi conosciamo come libro, ovvero un testo stampato su carta.
Nel frattempo Amazon esce con Kindle per metterci dentro, tanto per cominciare, "banalmente", proprio quei libri, che già esistono su carta, e ne ricava risultati niente male...

Ma andiamo a scuola: la community si interroga sul senso del passaggio al digitale e giustamente riflette sul fatto che il mezzo cambia il messaggio ecc... e che quindi passare al digitale non significa banalmente trasportare alla fruizione digitale quel che fino ad oggi conosciamo come "libro di testo", ovvero un manuale scolastico stampato su carta.
Nel frattempo sono sempre più consistenti le voci secondo cui Amazon sta sviluppando un Kindle con lo schermo più grande, dedicato proprio agli studenti e ai libri di testo...

Insomma, non vorrei che tutti i sacrosanti discorsi sui nuovi strumenti didattici che il digitale consente ecc... venissero strumentalmente usati da chi vuole difendere lo status quo "allungando il brodo". Mentre facciamo questi discorsi, mi sembra sacrosanto, "banalmente" in nome delle schiene degli studenti e delle tasche delle famiglie, mettere mano alla versione digitale dei testi esistenti.

Del resto l'avvento del digitale, che ha certamente dato vita, con l'elettronica, a tanta musica "nuova", non ha certo cancellato la Missa Solemnis di Beethoven, che fa sempre la sua porca figura anche nel mio lettore mp3...

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Risposte a questa discussione

Ciao da LordMax

Quindi cosa proponi di fare?
Sicuramente possiamo digitalizzare i libri di testo, basta averne uno cartaceo, ma la cosa è illegale, almeno, è illegale darlo ad altri.
Possiamo fare qualcosa di concreto e legale?
Non avendo io figlio in eta scolare (non ho figli) sono un poco tagliato fuori dal settore.

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Boh, butto lì: lo so che di questi tempi va di moda dire che Wikipedia è inaffidabile, fa schifo, mica vorrai usare quella roba lì per la scuola ecc... salvo naturalmente il fatto che poi ne faccio tutti uso quotidiano, e con soddisfazione. E allora potrebbe forse essere un bel progetto creare un "minisito" che saccheggi sistematicamente (e legalmente) wikipedia cavandone degli ebook in aggiornamento periodico per singole discipline? Niente di particolarmente sofisticato, ma dei bei bignamini (altra cosa su cui tutti sputano ma ecc...) elettronici ben fatti disponibili per tutti su varie materie, costruiti raccogliendo (e aggiornando) materiale da Wikipedia e da altre fonti affidabili in rete... sepoffà?

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Ciao da LordMax

Epperò. L'idea non è male, un aggregatore di pagine filtrato per argomento.
Ed il meccanismo potrebbe poi essere usato anche per altri ambiti.
Peccato io non ne sappia praticamente nulla. ^___^

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Ma il CodaCons può fare una operazione simile?

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Si, certo che vale la pena di fare qualcosa.
I discorsi sugli strumenti didattici sono sicuramente utili se aiutano a condividere sperimentazioni e buone pratiche. Altrimenti non solo sono aria fritta, ma rischiano di essere strumentali a chi ha interesse a rallentare il processo innovativo.
Noi abbiamo iniziato qualche sperimentazione e altre partiranno con questo anno scolastico. In primavera renderemo pubblici i risultati, anche se sul ns forum c'è la possibilità, se gli insegnanti lo vorranno (mica li possiamo obbligare eh!), di confrontarsi lungo tutto il percorso.
Sarebbe interessante poter sperimentare anche i lettori, ma economicamente è impegnativo: dare la licenza gratuita a classi sperimentali per noi non costituisce costo, i lettori invece hanno un costo fisico...
Credo che sia importante, comunque, creare dei ponti tra editori e scuole, ponti che non siano solo quelli commerciali (e a senso unico) che sono esistiti fino a ora, ma che consentano alla produzione editoriale di essere una sorta di on demand collaborativo. Questa è una cosa che si può iniziare a fare (e ci stiamo provando) anche se il momento non è dei migliori: gli insegnanti sono molto (burocraticamente) impegnati, sono stanchi e con il morale sotto i piedi, hanno problemi di precariato, di stipendio, di organizzazione, di riforme continue e imbecilli e, soprattutto, di orgoglio calpestato. Hanno bisogno di ricostruirsi come categoria e di tirar fuori l'amor proprio. Quelli "attivi", quelli che per temperamento o per ideologia non tirano a campà, ora sono impegnati fortemente su altri fronti.

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