Ho pensato a questo: che durante lo SBC e anche dopo ho sentito parlare e ho immaginato l'e-book in maniera sempre piuttosto vaga, saltando di palo (scuola elementare) in frasca (università). Ovviamente sono strumenti diversi. E forse io, per capire come voglio un e-book e come potrebbe essere progettato, ho bisogno di capire concretamente che strumento avrò in mano. Perciò chiedo: è sciocco pensare di progettare oggetti diversi o anche diversissimi concentrandosi su un settore scolastico alla volta?
Ad esempio, se fossi alla scuola elementare, vorrei (magari) un e-book pensato in questo modo: una storia (magari una fiaba, visto che a Fosdinovo si parlava di classici), illustrata (bene, a colori, e qui forse ancora non si può), con diversi percorsi di utilizzo: lettura 'semplice' (magari con la possibilità di attivare/escludere l'audio-lettura per i bambini che stanno imparando a leggere); lettura arricchita con effetti sonori (la voce della mamma di Cappuccetto Rosso, il grugnito del lupo, i versacci che fa mentre si mangia la nonna, ecc.); parole calde che rimandano a schede di approfondimento (lupo: scheda di scienze sul lupo; bosco: scheda sul bosco, ecc.). Magari adattando il testo in modo che si possano inserire parole-calde diverse da approfondire (lo scoiattolo nella fiaba non c'è ma ce lo posso aggiungere). Cose così.
... E aggiungo: anche ogni disciplina ha una propria specificità che andrebbe indagata nei suoi possibili rapporti con le tecnologie digitali e con lo strumento ebook. Forse è una proposta bizzarra, ma potremmo iniziare da qui: creare dei sottogruppi (ma se restiamo così pochini potremmo anche evitare questo passaggio) che focalizzino la propria attenzione su un particolare "segmento" dell'universo scuola. Insegnanti, esperti di nuove tecnologie, operatori editoriali che ragionino dettagliatamente su un singolo prodotto come se si trattasse di doverlo realizzare sul serio: un laboratorio editoriale virtuale capace di misurarsi anche con la concorrenza (dei libri tradizionali e delle famigerate versioni miste), con le condizioni di sostenibilità didattica, tecnica ed economica del progetto ecc. fino ad arrivare a ideare un prodotto tale da possedere i requisiti del "prototipo"... L'ho sparata troppo grossa???
Sono d'accordo sulla specificità del rapporto "discipline" e tecnologie digitali, come sul fatto di discutere tenendo presenti le specificità dei diversi gradi scolastici. Non sarei assolutamente d'accordo con la nostra suddivisione in sottogruppi, perchè la forza del digitale sta proprio nell'interconnessione, nella trasversalità e quindi l'elaborazione deve essere comune. Ribadisco però che per metterci insieme abbiamo bisogno di condividere alcuni orientamenti che non sono solo pedagogici e tecnologici, ma relativi ai "saperi essenziali" di cui tutti parlano e nessuno esplicita...
Permalink Risposto da Noa su 10 Giugno 2009 a 14:23
Tra dicembre 2008/gennaio 2009 (in tempi non sospetti :D) su ibridamenti è stato fatto un esperimento collaborativo interessante a partire da un'intervento di Gianni Marconato.
Per chi non lo avesse seguito trovate la prima parte qui: http://tiny.cc/rlxyi
e la seconda qui: http://tiny.cc/ffcS9
È un lavoro già ben "sgrossato" sul quale se Gianni e Maddalena sono d'accordo, e se voi ritenete si possa utilizzare come punto di partenza, si potrebbe ragionare.
Altrimenti se si vuole partire da zero con delle ipotesi nuove... ben venga :D
In ogni caso, se c'è bisogno di "lavorare editorialmente" il materiale e/o se si decide di pubblicarlo, possiamo dare tutto il supporto necessario e utilizzare ovviamente le licenze Creative Commons. Io ho sempre un po' di pudore a proporre delle cose, perché non vorrei che venisse vissuto come una forma di ingerenza o, peggio ancora, di appropriazione.
Quindi mi limito a segnalare la disponibilità, poi fate voi ;)
Però i professionisti potrebbero fornire una mappa (flow-chart) della progettazione di un prodotto editoriale, più o meno destinato a diventare e-book.
Dai brainstorming iniziali, all'architettura dei contenuti, ai rimandi intra ed extratestuali, alla pubblicazione con le sue specificità (mercato, distribuzione, reclamizzazione)
Ci sto lavorando da diverso tempo, e sono in continuo evolvere...
Ditemi se a qualcuno interessa lavorare su questi temi e su queste basi. Io sono disponibile, e interessata a capire se e come potrebbero essere utilizzate queste risorse nella logica di un
e-book.
Il tema della verticalità mi interessa molto, ho lavorato in questo senso sui curricoli di tecnologia e tic e didattica e ho seguito il lavoro di una grande rete di scuole.
Io ho delle idee sugli aspetti tecnici della verticalità. A mio parere la cosa non è poi così complessa e ipertecnologica: basta sfruttare la logica del WEB, rimanendo così a portata di mano dei nativi digitali (nel senso che non sono loro che devono imparare come usare i nuovi testi, ma sono i nuovi testi che si avvicinano all'uso già in atto).
Sono d'accordo sulla necessità di studiare il problema per fasce di competenza, ma tenendo le fila in progressione così da creare uno sviluppo dei contenuti che sia coerente e davvero evolutivo. E come mi diceva Mariagrazia a Fosdi, è forse utile partire dall'alto, per scremare sempre più il linguaggio avvicinandosi ai livelli base di competenza.
La BBN è pronta a buttarsi in questo progetto.
Bella l'idea della Fiaba interdisciplinare...
Segnalo una conversazione interessante su FriendFeed relativa alla costruzione collaborativa di testi secondo l'ottica dei mash-up (i nuovi contenuti "ibridi" che emergono dal rimescolamento di quelli esistenti, potete provare a cercare video così' taggati su YouTube). Questo l'indirizzo http://friendfeed.com/maueebaby/969a4816/che-ne-pensate-dell-idea-d...
ps: se qualcuno qui dentro usa FriendFeed come servizio di lifestreaming, mi trova qui